di Gianluca GREA
Corre il mese di settembre 2022.
A livello sanitario non possiamo dire di essere completamente usciti dalla pandemia da Covid, che ci accompagna oramai dall’anno 2019. A livello umano, oggi, capita di incontrare chi di fatto ne è uscito, così come chi continua a manifestare preoccupazione per la propria (e altrui salute), patendo limitazioni nel vivere il quotidiano, sia esso professionale che personale.
Le società tutte – qui rilevano in particolare quelle di maggiori dimensioni e/o soggette a vigilanza – hanno adottato protocolli, anche in adesione alle prescrizioni normative via via succedutesi nel tempo, che, bruscamente, accelerano un percorso evolutivo (da alcuni peraltro già avviato) in termini di svolgimento della prestazione lavorativa anche in modalità smart o a distanza: protocolli che hanno consentito da un lato, spesso con efficacia, di rispondere alla richiamata straordinaria emergenza sanitaria, dall’altro lato imposto una modalità di prestazione del lavoro e di interazione tra le persone fortemente innovativa e per certi versi dirompente.